Il discorso del segretario di stato americano Hillary Clinton di gioverdì scorso non può che segnare l'inizio della nuova guerra fredda digitale come lo ha definito il giornalista Marco Pratellesi.
Il discorso verteva principalmente contro ogni forma di censura del web auspicando che nel mondo agli utenti di internet "siano assicurate alcune libertà fondamentali. La libertà di espressione è la prima fra queste".
Il paragone con la guerra fredda appare palese quando cita "i muri virtuali non mancano di porsi al posto delle pareti visibili", arrivando fino a dire che "una nuova cortina dell’informazione sta discendendo su parte del mondo".
Gli Stati Uniti sosterranno, anche finanziariamente, coloro che si battono per un internet libero.
E' chiaro che la Clinton se la prende principalmente contro la Cina, cresciuta economicamente pur rimanendo un regime poco incline alle libertà democratiche. Nell'elenco dei paesi dove la censura si è intensificata il segretario di stato include, oltre alla Cina, Tunisia, Uzbekistan, Vietnam ed Egitto.
Ecco il video del discorso integrale in lingua originale
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domenica 24 gennaio 2010
giovedì 21 gennaio 2010
Clinton difende la libertà su internet
Il segretario di stato americano Hillary Clinton pronuncerà a breve un discorso a difesa della libertà su internet e contro ogni forma di censura. Ad anticiparlo è stato un suo consigliere Alec Ross al Wall Street Journal. La Clinton vorrebbe promuovere politiche tese a favorire la diffusione di internet in paesi dove questo oggi viene limitato dal proprio governo quali per esempio Cina e Iran. Proprio in Cina qualche giorno fa Google ha deciso che non censurerà più il proprio motore di ricerca come desiderava il governo. In Iran invece va ricordato lo sforzo dell'opposizione per la democrazia è nato e si è diffuso praticamente solo grazie ad internet.
Se alcuni vedono in questo discorso un cambiamento di modalità di politica estera, oramai spostata sul campo digitale, ad altri, come ad esempio il New York Times, fa tornare in mente il periodo della guerra fredda.
Non ci resta che ascoltare cosa dirà la Clinton e soprattutto quale politiche adotterà.
Se alcuni vedono in questo discorso un cambiamento di modalità di politica estera, oramai spostata sul campo digitale, ad altri, come ad esempio il New York Times, fa tornare in mente il periodo della guerra fredda.
Non ci resta che ascoltare cosa dirà la Clinton e soprattutto quale politiche adotterà.
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