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mercoledì 27 gennaio 2010

E ora le multe preventive agli automobilisti

Il web continua a protestare contro l'iniqua estenzione dell'equo compenso a qualsiasi dispositivo in grado di memorizzare che in realtà è solamente una tassa alla SIAE.
Sono divertenti alcuni finti fax inviati a Zeuznews il cui destinatario è il ministro Bondi, firmatario della norma contestata.
C'è chi paragonando l'equo compenso ad una multa preventiva chiede per rimpinguare le casse comunali di varare una norma del genere anche agli automobilisti. Anche loro primo o poi qualche infrazione la commettono quindi appare giusto tassarli ogni anno di 25 euro a prescindere di quello che in realtà poi faranno.
Nella finta lettera del direttore della SIAE questo si arrabbia con il ministro colpevole a suo dire di non aver ampliato anche alle calcolatrici e i pallottolieri.
C'è invece chi ringrazia ed è il proprietario di un sito di ecommerce tedesco che benificerà ancora di più degli acquisti online di italiani che non vogliono pagare il balzello SIAE.

martedì 26 gennaio 2010

Il diritto alla copia personale

Uno dei motivi per cui è stato introdotto l'equo compenso è che questo rende possibile la copia personale delle opere lecitamente acquistate. Ciò significa che per la SIAE è giusto che se una persona acquista regolarmente un cd nel negozio deve nuovamente pagare i diritti se vuole salvarlo sul proprio computer o sul lettore mp3. Ma una persona quando compra un CD cosa compra veramente? Il supporto fisico e quello in esso contenuto o anche diritto ad ascoltarlo? Se si tratta del primo allora non vedo perché non si possa copiarlo liberamente, cederlo ad un amico, scambiarlo in rete. Se si tratta invece del secondo caso allora posso ascoltarlo nella maniera che mi pare: al computer, nell'autoradio, nell'ipod. Tra l'altro molto spesso non si tratta nemmeno di una copia ma semplicemente di un trasferimento per utilizzare come meglio si crede quello che si è acquistato.
Quel che è certo è che la copia per uso personale è ammessa però devi comunque pagare nuovamente la SIAE per effettuarla. Quindi ne consegue che quando acquistate un album originale voi comprate il supporto, il diritto di ascoltarlo su CD e la possibilità, a pagamento, di ascoltarlo anche con un altro tipo di supporto.
Senza considerare che sempre più spesso si sta affermando il download digitale legale. Un utente che scarica un mp3 deve quindi pagare sia per acquistarlo che per salvarlo sul proprio computer.

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L'equo compenso colpisce tutti

Quanto ci costa la SIAE


Nuova tassa SIAE su cellulari e computer

lunedì 25 gennaio 2010

Paghi la SIAE ma rimani un pirata

La SIAE oramai si paga sempre e comunque. Ecco un piccolo esempio di quello che potrebbe essere una giornata di un pirata.
State ascoltando la vostra radio preferita con il vostro lettore mp3 con il quale avete pagato la SIAE attraverso il meccanismo dell'equo compenso(1° pagamento). L'emittente radiofonica non vi fa pagare nulla per ascoltarla ma essa paga la SIAE, che in realtà pagate voi tramite le pubblicità (2° pagamento). Proprio dopo una pubblicità siccome siete vicino ad un supermercato decidete di acquistare un prodotto pubblicizzato. Nello spot in sottofondo c'è una bella canzone, i pubblicitari hanno dovuto pagare i diritti, poi ricadranno sui di voi i costi (3° pagamento). Entrate togliendovi le cuffie e continuate a sentire la musica che il supermercato diffonde. Anche questa musica in filodiffusione non gratis, anche il supermercato deve pagare la SIAE e riprende i soldi dai prodotti che voi acquistare (4° pagamento). Già che siete lì decidete pure di comprare un CD vuoto in cui è incluso l'equo compenso alla SIAE (5° pagamento).
Arrivati a casa scaricate da internet sul vostro computer, dove avete pagato l'equo compenso al momento dell'acquisto (6° pagamento), la canzone che è tutto il giorno che sentite alla radio. Salvate poi la canzone sul CD vergine appena comprato attraverso il masterizzatore con il quale avete pagato l'equo compenso (7° pagamento). Decite anche di salvarlo sul vostro cellulare per impostarla come suoneria. Anche sul cellulare al momento dell'acquisto avete pagato l'equo compenso (8° pagamento).
La sera andate a vedere un bel film a cinema. Anche nel film c'è la vostra canzone preferita e i produttori hanno dovuto pagare i diritti che naturalmente ricadono su di voi attraverso il biglietto del cinema (9° pagamento).
Concludete la serata andando in discoteca. Il 10% degli incassi delle discoteche va alla SIAE, quindi sia l'ingresso (10° pagamento), il guardaroba (11° pagamento) e il cocktail (12° pagamento).
Avete pagato 12 volte la SIAE però siete considerati lo stesso dei pirati che violano il diritto d'autore e privano i cantanti dei proventi delle loro opere.

domenica 24 gennaio 2010

L'equo compenso colpisce tutti

La SIAE dal proprio sito risponde alle accuse mosse da più parti sull'estenzione dell'equo compenso.
La critica maggiore è sicuramente la definizione di tassa mascherata. Chiara la difesa della SIAE che ribatte che non si tratta di alcun modo di una tassa ma solo dell'applicazione del diritto d'autore. Spiega inoltre il motivo per cui l'equo compenso si applica a tutti, anche a quelli che non acquistano supporti informatici per salvarci copie protette dal copyright: "perché il sistema non consente di risalire ad ogni utilizzo delle opere protette dal diritto d’autore". Quindi non potendo scoprire chi viola il diritto d'autore pare giusto far pagare chiunque anche chi non sa cosa significa masterizzare. In pratica è come dire che non conosco il colpevole quindi devono pagare un po' tutti anche chi non c'entra nulla. Perché allora non mettere anche un equo compenso quando si acquista una pistola per risarcire tutte le persone rapinate con esse? Poca importa se la maggior parte delle persone la userà solo per difesa personale. Inoltre l'equo compenso va a colpire anche i computer acquistati dalle aziende dove è praticamente impossibile accede al P2P. Anche qui, facendo il paragone con le pistole, è come se si tassasse pure le armi acquistate dalla polizia o guardie giurate.

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Quanto ci costa la SIAE

Nuova tassa SIAE su cellulari e computer

Equo compenso alla SIAE? Ok adesso lasciateci scaricare

Il ministro Bondi ha varato un decreto che estende il cosidetto equo compenso anche ai cellulari e qualsiasi supporto di memorizzazione digitale.
Ciò significa che per compensare la SIAE dei mancati introiti derivanti dal diritto d'autore ogni utente dovrà pagare una piccola tassa quando acquista un computer o un cellulare. Tutto questo con la sola presunzione che l'utente scaricherà materiale protetto da copyright.
Allora se a questo punto la SIAE è ricompensata adesso vogliamo poter scaricare liberamente ogni cosa e che il P2P non sia più illegale.

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Nuova tassa SIAE su cellulari e computer

venerdì 22 gennaio 2010

Video che spiega l'attacco alla rete in corso

In questo video Guida Scorza ci spiega chiaramente i pericoli della rete con il Decreto Romani e il regalo alla SIAE chiamato equo compenso.

lunedì 18 gennaio 2010

Quanto ci costa la SIAE

La rivista Altroconsumo ha realizzato un video che in pochi minuti ci dimostra come tutti noi paghiamo, spesso anche senza saperlo, la SIAE.
Da oggi la paghiamo la SIAE anche quando acquistiamo pc o cellulari.

domenica 17 gennaio 2010

Nuova tassa SIAE su cellulari e computer

Bondi poco prima della fine dell'anno ha varato un decreto con cui estende il cosidetto equo compenso anche ai supporti dei cellulari e dei computer. Si va quindi a presumere che in tali dispositivi gli utenti inseriranno materiale protetto da copyright e quindi per risarcire la SIAE viene fatto questo prelievo forzato. Ogni volta che si acquisteranno cellulari si pagherà d'ora in poi, compreso nel prezzo del prodotto, 90 centesimi di euro. La somma è modesta ma bisogna dire che è ancora più modesta la quota di utenti che fa uso del cellulare per archiviare mp3 o dvx. Se invece si acquista un nuovo computer la somma è di 2,40 euro se ha il masterizzatore, altrimenti di soli 1,90.
L'equo compenso era già previsto in precedenza per i supporti per cd e dvd vergini. Come se fosse scontato che chiunque masterizzi cd lo fa inserendo materiale protetto da copyright e non magari materiale autoprodotto o copie di backup.
Oltre a queste tasse una tantum su ogni prodotto c'è anche una tassa in base alle dimenzioni sui supporti di memorizzazione fissi o rimovibili quindi hard disk e chiavette USB. Guido Scorza, celebre avvocato specializzato sulle nuove tecnologie, ricorda che la tassi si applica pure sugli hard disk dei decoder Sky dove appare impossibile usarlo per copiare materiale protetto.