La SIAE oramai si paga sempre e comunque. Ecco un piccolo esempio di quello che potrebbe essere una giornata di un pirata.
State ascoltando la vostra radio preferita con il vostro lettore mp3 con il quale avete pagato la SIAE attraverso il meccanismo dell'equo compenso(1° pagamento). L'emittente radiofonica non vi fa pagare nulla per ascoltarla ma essa paga la SIAE, che in realtà pagate voi tramite le pubblicità (2° pagamento). Proprio dopo una pubblicità siccome siete vicino ad un supermercato decidete di acquistare un prodotto pubblicizzato. Nello spot in sottofondo c'è una bella canzone, i pubblicitari hanno dovuto pagare i diritti, poi ricadranno sui di voi i costi (3° pagamento). Entrate togliendovi le cuffie e continuate a sentire la musica che il supermercato diffonde. Anche questa musica in filodiffusione non gratis, anche il supermercato deve pagare la SIAE e riprende i soldi dai prodotti che voi acquistare (4° pagamento). Già che siete lì decidete pure di comprare un CD vuoto in cui è incluso l'equo compenso alla SIAE (5° pagamento).
Arrivati a casa scaricate da internet sul vostro computer, dove avete pagato l'equo compenso al momento dell'acquisto (6° pagamento), la canzone che è tutto il giorno che sentite alla radio. Salvate poi la canzone sul CD vergine appena comprato attraverso il masterizzatore con il quale avete pagato l'equo compenso (7° pagamento). Decite anche di salvarlo sul vostro cellulare per impostarla come suoneria. Anche sul cellulare al momento dell'acquisto avete pagato l'equo compenso (8° pagamento).
La sera andate a vedere un bel film a cinema. Anche nel film c'è la vostra canzone preferita e i produttori hanno dovuto pagare i diritti che naturalmente ricadono su di voi attraverso il biglietto del cinema (9° pagamento).
Concludete la serata andando in discoteca. Il 10% degli incassi delle discoteche va alla SIAE, quindi sia l'ingresso (10° pagamento), il guardaroba (11° pagamento) e il cocktail (12° pagamento).
Avete pagato 12 volte la SIAE però siete considerati lo stesso dei pirati che violano il diritto d'autore e privano i cantanti dei proventi delle loro opere.
lunedì 25 gennaio 2010
domenica 24 gennaio 2010
L'equo compenso colpisce tutti
La SIAE dal proprio sito risponde alle accuse mosse da più parti sull'estenzione dell'equo compenso.
La critica maggiore è sicuramente la definizione di tassa mascherata. Chiara la difesa della SIAE che ribatte che non si tratta di alcun modo di una tassa ma solo dell'applicazione del diritto d'autore. Spiega inoltre il motivo per cui l'equo compenso si applica a tutti, anche a quelli che non acquistano supporti informatici per salvarci copie protette dal copyright: "perché il sistema non consente di risalire ad ogni utilizzo delle opere protette dal diritto d’autore". Quindi non potendo scoprire chi viola il diritto d'autore pare giusto far pagare chiunque anche chi non sa cosa significa masterizzare. In pratica è come dire che non conosco il colpevole quindi devono pagare un po' tutti anche chi non c'entra nulla. Perché allora non mettere anche un equo compenso quando si acquista una pistola per risarcire tutte le persone rapinate con esse? Poca importa se la maggior parte delle persone la userà solo per difesa personale. Inoltre l'equo compenso va a colpire anche i computer acquistati dalle aziende dove è praticamente impossibile accede al P2P. Anche qui, facendo il paragone con le pistole, è come se si tassasse pure le armi acquistate dalla polizia o guardie giurate.
Aderisci al gruppo Facebook Equo compenso alla SIAE? Ok adesso lasciateci scaricare
Quanto ci costa la SIAE
Nuova tassa SIAE su cellulari e computer
La critica maggiore è sicuramente la definizione di tassa mascherata. Chiara la difesa della SIAE che ribatte che non si tratta di alcun modo di una tassa ma solo dell'applicazione del diritto d'autore. Spiega inoltre il motivo per cui l'equo compenso si applica a tutti, anche a quelli che non acquistano supporti informatici per salvarci copie protette dal copyright: "perché il sistema non consente di risalire ad ogni utilizzo delle opere protette dal diritto d’autore". Quindi non potendo scoprire chi viola il diritto d'autore pare giusto far pagare chiunque anche chi non sa cosa significa masterizzare. In pratica è come dire che non conosco il colpevole quindi devono pagare un po' tutti anche chi non c'entra nulla. Perché allora non mettere anche un equo compenso quando si acquista una pistola per risarcire tutte le persone rapinate con esse? Poca importa se la maggior parte delle persone la userà solo per difesa personale. Inoltre l'equo compenso va a colpire anche i computer acquistati dalle aziende dove è praticamente impossibile accede al P2P. Anche qui, facendo il paragone con le pistole, è come se si tassasse pure le armi acquistate dalla polizia o guardie giurate.
Aderisci al gruppo Facebook Equo compenso alla SIAE? Ok adesso lasciateci scaricare
Quanto ci costa la SIAE
Nuova tassa SIAE su cellulari e computer
Equo compenso alla SIAE? Ok adesso lasciateci scaricare
Il ministro Bondi ha varato un decreto che estende il cosidetto equo compenso anche ai cellulari e qualsiasi supporto di memorizzazione digitale.
Ciò significa che per compensare la SIAE dei mancati introiti derivanti dal diritto d'autore ogni utente dovrà pagare una piccola tassa quando acquista un computer o un cellulare. Tutto questo con la sola presunzione che l'utente scaricherà materiale protetto da copyright.
Allora se a questo punto la SIAE è ricompensata adesso vogliamo poter scaricare liberamente ogni cosa e che il P2P non sia più illegale.
E' stato aperto un gruppo su Facebook: Equo compenso alla SIAE? Ok adesso lasciateci scaricare
Nuova tassa SIAE su cellulari e computer
Ciò significa che per compensare la SIAE dei mancati introiti derivanti dal diritto d'autore ogni utente dovrà pagare una piccola tassa quando acquista un computer o un cellulare. Tutto questo con la sola presunzione che l'utente scaricherà materiale protetto da copyright.
Allora se a questo punto la SIAE è ricompensata adesso vogliamo poter scaricare liberamente ogni cosa e che il P2P non sia più illegale.
E' stato aperto un gruppo su Facebook: Equo compenso alla SIAE? Ok adesso lasciateci scaricare
Nuova tassa SIAE su cellulari e computer
La guerra fredda digitale
Il discorso del segretario di stato americano Hillary Clinton di gioverdì scorso non può che segnare l'inizio della nuova guerra fredda digitale come lo ha definito il giornalista Marco Pratellesi.
Il discorso verteva principalmente contro ogni forma di censura del web auspicando che nel mondo agli utenti di internet "siano assicurate alcune libertà fondamentali. La libertà di espressione è la prima fra queste".
Il paragone con la guerra fredda appare palese quando cita "i muri virtuali non mancano di porsi al posto delle pareti visibili", arrivando fino a dire che "una nuova cortina dell’informazione sta discendendo su parte del mondo".
Gli Stati Uniti sosterranno, anche finanziariamente, coloro che si battono per un internet libero.
E' chiaro che la Clinton se la prende principalmente contro la Cina, cresciuta economicamente pur rimanendo un regime poco incline alle libertà democratiche. Nell'elenco dei paesi dove la censura si è intensificata il segretario di stato include, oltre alla Cina, Tunisia, Uzbekistan, Vietnam ed Egitto.
Ecco il video del discorso integrale in lingua originale
Il discorso verteva principalmente contro ogni forma di censura del web auspicando che nel mondo agli utenti di internet "siano assicurate alcune libertà fondamentali. La libertà di espressione è la prima fra queste".
Il paragone con la guerra fredda appare palese quando cita "i muri virtuali non mancano di porsi al posto delle pareti visibili", arrivando fino a dire che "una nuova cortina dell’informazione sta discendendo su parte del mondo".
Gli Stati Uniti sosterranno, anche finanziariamente, coloro che si battono per un internet libero.
E' chiaro che la Clinton se la prende principalmente contro la Cina, cresciuta economicamente pur rimanendo un regime poco incline alle libertà democratiche. Nell'elenco dei paesi dove la censura si è intensificata il segretario di stato include, oltre alla Cina, Tunisia, Uzbekistan, Vietnam ed Egitto.
Ecco il video del discorso integrale in lingua originale
sabato 23 gennaio 2010
In arrivo bonus per internet
Dopo l'estenzione dell'equo compenso e la legge contro Youtube arriva finalmente una buona notizia. A riferirlo è stato Fabrizio Cicchito spiegando che è in arrivo una emendamento al Decreto Milleproroghe che "che darà un incentivo a tutti coloro che non hanno ancora internet". Il bonus sarebbe dai 50 ai 70 euro per chi acquista un nuovo computer dotato di connessione ad internet.
Il Time: Italia censura internet come in Cina
La prestigiosa rivista britannica Time dedica oggi un articolo al Decreto Romani che regolamenta internet. Tra le varie norme controverse quella che suscita più scalpore è senza dubbio quella riguardante l'approvazione preventiva da parte del governo di immagini in movimento sul web. Questo limiterebbe fortemente quei siti che dispongono di videoblog o simili equiparandoli a testate giornalistiche.
L'articolo spiega che come in Cina l'obiettivo principale del Governo è quello di contrastare Google. Il Time fa notare che Mediaset ha un contenzioso con Youtube, di proprietà di Google, per violazione di copyright.
Nuovo decreto minaccia Youtube in Italia
Video che spiega l'attacco alla rete in corso
L'articolo spiega che come in Cina l'obiettivo principale del Governo è quello di contrastare Google. Il Time fa notare che Mediaset ha un contenzioso con Youtube, di proprietà di Google, per violazione di copyright.
Nuovo decreto minaccia Youtube in Italia
Video che spiega l'attacco alla rete in corso
Internet Explorer ha un bug quasi maggiorenne
Il popolare browser della Microsoft Internet Explorer, che nonostante tutto rimane il più usato al mondo, ha una falla di sicurezza da ben 17 anni e nel frattempo i malintenzionati possono approfittare dei computer che usano ancora questo browser. A dare l'allarme è stato Google qualche giorno fa. A Microsoft non è restato altro che confermare la presenza del bug in tutte le versioni a 32 bit, quindi anche il nuovissimo Windows 7. Al momento non esiste nessuna patch a riguardo (chissà forse è ancora presto) e l'unico modo per rimediare è disattivare il sottosistema MS-DOS.
La notizia arriva dopo che qualche giorno fa agenzie governative tedesche e fracesi esortavano gli utenti a non usare Internet Explorer, notizia che perfino il TG1 ha dato.
La notizia arriva dopo che qualche giorno fa agenzie governative tedesche e fracesi esortavano gli utenti a non usare Internet Explorer, notizia che perfino il TG1 ha dato.
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